lunedì 6 giugno 2011

Lettera aperta a Franco Battaglia



Egregio Professore Franco Battaglia,
ho notato che negli ultimi giorni la sua presenza sugli schermi è aumentata a dismisura, quasi come il Pippo Baudo dei tempi d’oro, e proprio come lui la sento ripetere sempre le stesse cose, con lo stesso tono e la tranquilla sicumera di chi ritiene che il proprio pensiero sia inoppugnabile.
Mi permetto di dire che non è così.
Non sono un politico e nemmeno un tecnico, ma semplicemente un cittadino stufo di domande retoriche e che vuole risponderle nel modo più semplice possibile nella speranza di contribuire alla sua scomparsa dai teleschermi.
Mi sembra che la diverta molto chiedere, a chi è contrario alla costruzione di centrali nucleari in Italia, come pensi di risolvere il problema del picco di richiesta di energia elettrica delle 19,00 di sera. Immagino che lei voglia avere l’occasione di dire che il solare non può funzionare di notte e l’eolico è incerto, ma vede, sono un velista e questo lo so bene, e non mi avventuro in una disquisizione tecnica che nemmeno saprei da dove iniziare, ma semplicemente dico che da lunedì prossimo faremo esattamente come facciamo adesso e con lo stesso mix di sorgenti produttive fino a quando non troveremo una soluzione migliore.
Il messaggio che noi affidiamo al referendum è chiaro e non accetto che sia banalizzato in questo modo.
Quelli che come me voteranno SI all’abrogazione della legge sul ritorno al nucleare in Italia vogliono che le risorse pubbliche (i soldi delle nostre tasse) siano utilizzate per realizzare investimenti e strutture che siano compatibili con l’ambiente e con la Vita.
L’energia nucleare non ha queste caratteristiche.
Nelle centrali si producono scorie che restano attive per decine di migliaia di anni e nessuno ha ancora trovato un modo sicuro per neutralizzarle.
Nelle centrali nucleari si accende un fuoco che nessuno è in grado di spegnere in caso di pericolo se non al prezzo altissimo delle vite dei lavoratori dell’impianto e della popolazione che vive nei suoi dintorni.
Nelle centrali nucleari si produce con il rischio costante di liberare nell’ambiente fumi, vapori e veleni invisibili e mortali.
E non continui a sostenere (lei e altri come lei) che non è possibile scegliere sull’onda dell’emotività per la catastrofe di Fukushima, come se ciò fosse un incidente da dimenticare e rimuovere per poter scegliere. Io credo che proprio questi incidenti dimostrino come sia debole, inaffidabile e pericolosa questa tecnologia. L’uomo è fatto di emozioni e razionalità e proprio là dove il pensiero razionale non arriva ci si può giungere con le emozioni e il cuore che a lei sembrano mancare.
Gli incidenti fanno purtroppo parte della catena produttiva in ogni settore economico, e il fatto che negli impianti nucleari possano essere così terribilmente letali ci deve solo far capire che non possiamo affidarci all’atomo.
Comunque, se proprio vuole un argomento razionale contro la costruzione di nuove centrali nucleari, legga quanto ha di recente statuito il governo svizzero che si è schierato contro il ricorso all’energia nucleare in quanto antieconomico. Se lo dicono loro mi riesce difficile dargli torto...
Non starò a dilungarmi su quanto meglio possano essere usate le risorse destinate al nucleare nella ricerca di nuove alternative energetiche, di nuovi dispositivi per l’accumulo di energia prodotta dal sole e dal vento, di nuovi materiali per ridurre la dispersione di energia e calore e di stazioni per la produzione di energia utilizzabili dai privati che vogliono raggiungere la completa autosufficienza.
La pregherei quindi, caro professore, di non continuare a propinarci la solita trita retorica filonucleare perchè non riuscirà a convincermi.
Non è colpa sua ma è la Vita che le dà torto.

Post Scriptum
Ma davvero, come ha detto ad Annozero, lei ha un contatore Geiger nell’orologio? E ha pure gli occhiali a raggi X? Me li presta?

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