mercoledì 19 agosto 2026

L'isola di ferro



Un ammasso di granito e ferro.

A circa dieci miglia dalla costa toscana e a sessanta miglia dalla Corsica si erge imponente l’isola d’Elba. Nella parte occidentale una serie di alte montagne tra cui svetta il monte Capanne, il più alto di tutta la Toscana con i suoi oltre mille metri. Dalla sua sommità è possibile vedere l’intero arcipelago e quasi sembra di toccare con mano Marciana Marina, ai suoi piedi dopo che lo sguardo si è poggiato sui folti castagneti che si trasformano in macchia mediterranea. Ad est, dall’altra parte dell’isola, sul monte Calamita fino al 1981 era attiva la miniera sotterranea del Ginevro da cui si estraevano minerali di ferro e non a caso nel passato questa era chiamata la costa che brilla. Già Plinio il Vecchio scriveva ”Ilva cum ferri metallis”, ovvero l’Elba con le sue miniere di ferro e anche sulle carte nautiche viene richiesto di fare calcoli per la corretta determinazione della declinazione magnetica. Le miniere sono chiuse ma si stima la presenza di oltre cinque milioni di tonnellate di minerale che causano distorsioni nel campo magnetico (per fortuna non eccessive) e l’intera area è stata dichiarata demanio dello stato e riserva strategica nazionale.


Miniera del Ginevro

 

Più o meno al centro della costa meridionale c’è Marina di Campo che, fino al secolo scorso, insieme al vicino abitato di Procchio sulla costa a nord, era una zona malsana e malarica; ad ovest c'è l’abitato di Pomonte, una spiaggia di rocce e ciottoli da cui vedere il sole che si abbassa sulla Corsica e fare una visita al relitto dell’Elviscot, adagiato sulla sabbia a cento metri dalla riva e 12 di profondità (la nave è stata fatta affondare dopo essersi incagliata sugli scogli e dopo essere stata bonificata da ogni sostanza pericolosa e inquinante); ad est c’è Capoliveri, un paese collinare che ospita per motivi misteriosi un piccolo museo del mare, Porto Azzurro che si sviluppa lungo l’arco del golfo di Mola e caratterizzato dalla sua enorme piazza a ridosso delle banchine e poi Rio, a nord-est, caratterizzato da una forte identità e storia mineraria e operaia, quasi rifiutando la deriva turistica degli altri comuni.

Pomonte, eclissi al tramonto
L’Elba è sempre stata abitata. Sia gli Etruschi che i Romani venivano qui per i giacimenti di ramolturae e di ferro. Successivamente fu controllata prima dalla Repubblica marinara di Pisa e poi dal Granducato di Toscana che costruì e fortificò l’attuale Portoferraio, il capoluogo dell’isola, che inizialmente aveva il nome di Cosmopoli, da Cosimo I de’Medici che ne volle fare la prima difesa dal mare dagli attacchi dei saraceni e degli altri turbolenti regni d’Italia. L’isola agli inizi dell’Ottocento passa sotto la sovranità francese e dal 4 maggio del 1814 al 26 febbraio del 1815 diventa il Principato dell’Isola d’Elba, un vero e proprio stato Europeo, retto da Napoleone Bonaparte quando questi vi fu esiliato dopo la caduta di Parigi e il trattato di Fontainebleau. Due furono le sue residenze: Villa dei Mulini a Portoferraio, cui si arriva al culmine di una ripida salita dalla vecchia darsena, su due piani e con ai lati il Forte Falcone e il Forte Stella, che svolgeva soprattutto funzioni di rappresentanza e da piccola corte con la supervisione della sorella Paolina; Villa San Martino, la sua vera residenza privata, a circa 6 chilometri dal porto, con numerosi arredi originali, una grande sala affrescata con temi egizi al primo piano e un enorme salone al pianterreno utilizzato per mostre ed esposizioni.

Ad oggi agricoltura (vini e olio), pesca, turismo estivo e settori collegati (ristorazione, diving, trekking, cantieristica navale) e artigianato sono i principali settori economici. La terza isola italiana, 147 chilometri di costa, l'isola più grande del Parco Nazionale dell'arcipelago toscano, la spiaggia della Fetovaia, lo stoccafisso riese, la schiaccia briaca. In tre parole: Isola d'Elba.




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